Siena

SIENA: IL TERZO DI CAMOLLIA

 


» Per info e prenotazioni


» Versione Stampabile

PORTA CAMOLLIA
La leggenda narra che nell’VIII sec. a.C. Romolo, il fondatore di Roma, inviò il condottiero Camulio per catturare i nipoti Aschio e Senio. Camulio, pose qui il suo accampamento ed il luogo prese il suo nome, trasformato in Camollia nel corso degli anni. Per la sua posizione, volta verso la città di Firenze, è sempre stata la più controllata e la più difesa tra tutte le porte della Città.

VIA DI CAMOLLIA
All’incrocio con Via Malta si trova la Chiesa di S. Pietro alla Magione dell’XI sec. Che prende il nome dall’adiacente ospizio per i pellegrini. Al n. 168, la casa di Baldassare Peruzzi (importante architetto e pittore senese), riconoscibile dalla targa a lui dedicata. Poco più avanti, l’arco di Fontegiusta con l’omonima via e in fondo alla strada la Chiesa (1482 – 1484). All’incrocio con il Vicolo di Malizia, la Chiesa dei Ss Vincenzo ed Anastasio risalente al XIII secolo e più volte modificata.

VIA DEI MONTANINI
Superata Via di Camollia arriviamo in Via dei Montanini, dal nome della potente famiglia che un tempo vi abitava. A distinguersi sono Palazzo Ottieni della Ciaia poi Costantini al n. 92 e di fronte, il palazzo Turamini poi Grisaldi del Taja (sec. XVI). Al n. 144 troviamo la Chiesa di Sant’Andrea (romanica, ma ristrutturata nel ‘700). Alla fine della via c’è la Piazza degli Alberghi, antico punto di sosta della diligenza sulla Via Francigena. La vicina Chiesa di S. Maria delle Nevi, riconoscibile per la facciata rinascimentale (1471), conserva al suo interno un capolavoro di Matteo di Giovanni: La Madonna della Neve (1477).

PIAZZA SALIMBENI
Da Via dei Montanini si arriva in Piazza Salimbeni. Gli edifici che circondano la Piazza ospitano la sede centrale della Banca Monte dei Paschi di Siena, fondata nel 1472, è una tra le banche più antiche del mondo. Già nel XII secolo qui viveva la potente famiglia dei Salimbeni, mercanti e banchieri ghibellini, i più agguerriti nemici della famiglia Tolomei. La Piazza fu costruita alla fine del XIX secolo dall’architetto senese Giuseppe Partini per dare maggiore prestigio al castellare dei Salimbeni. La statua al centro raffigura Sallustio Bandini, l’inventore del sistema di pagamento a distanza, l’antenato della cambiale.

VIA BANCHI DI SOPRA
Da sempre questo antico tratto della Via Francigena è una delle parti più animate della città. Il nome della via ha origine dai banchi dei cambiamonete e dalle botteghe di un tempo, oggi sostituite da eleganti negozi.

PIAZZA TOLOMEI
Nella Piazza Tolomei si trova l’omonimo palazzo gotico un tempo abitazione della nobile famiglia dei Tolomei, antica casata di banchieri e mercanti guelfi. Di fianco, in stile romanico, c’é la Chiesa di San Cristoforo (XI sec.) in stile romanico che, nel corso dei secoli ha subito pesanti ristrutturazioni.

BASILICA DI S. MARIA IN PROVENZANO
Camminando per Via del Moro arriviamo a Piazza Provenzano, dove svetta la Basilica di Santa Maria di Provenzano (1595). Fu costruita per custodire un’immagine in terracotta della Madonna che il 2 luglio 1594 avrebbe fatto dei miracoli. E’ in ricordo di quell’evento che dal 1656 viene corso il Palio del 2 luglio.

BASILICA DI SAN FRANCESCO
Da Via Provenzano Salvani, proseguendo per Via del Giglio arriviamo a Piazza San Francesco. La Basilica, con un’unica grande navata, fu costruita alla fine del XIII secolo in onore di San Francesco. Per finanziare la sua costruzione i frati utilizzarono anche donazioni fatte da ladri ed usurai per essere perdonati dai loro peccati. Molte opere d’arte sono andate distrutte da un incendio del 1600; rimangono comunque importanti affreschi come quelli realizzati dai fratelli Pietro e Ambrogio Lorenzetti. Sul lato destro della Basilica l’ex convento di San Francesco è oggi sede di alcune facoltà della prestigiosa Università degli Studi di Siena. Nella Piazza c’è anche l’Oratorio di San Bernardino, costruito nel ‘400 sul luogo dove il Santo era solito predicare. Usciamo dalla Piazza imboccando Via dei Rossi diretti in Via Santa Caterina.

SANTUARIO DI SANTA CATERINA DA SIENA
Nella Costa di Sant’Antonio c’è l’entrata del Santuario dal Portico dei Comuni d’Italia (costruito tra il 1939 e il 1941 quando Santa Caterina venne proclamata Patrona d’Italia). Il Santuario è articolato intorno alla casa natale di Santa Caterina da Siena. Attraversando il porticato si arriva all’Oratorio della Cucina (ricavato intorno al 1482 dov’era la cucina della famiglia di Caterina), poi all’Oratorio della Camera dove la Santa riposava poggiando la testa su un cuscino di pietra e alla Chiesa del Crocifisso con molte opere importanti tra cui il Crocifisso ligneo (XII secolo) davanti al quale la Santa avrebbe ricevuto le Stimmate. La festa della Santa si celebra il 29 aprile.

FONTEBRANDA
Scendendo sulla destra si giunge in Fontebranda: la fonte più ricca della città. Riportata nelle cronache fin dal 1081, fu rifatta com’è tuttora da Giovanni di Stefano. In origine era formata da tre grandi vasche: la prima conteneva l’acqua da bere; la seconda, alimentata con l’acqua che fuoriusciva dalla prima, serviva per abbeverare gli animali; la terza, riempita con le acque di rifiuto delle altre, era utilizzata da mugnai, tintori e conciatori. La lunga scalinata alla sinistra della fonte conduce alla Basilica di San Domenico.

BASILICA DI SAN DOMENICO
La costruzione fu iniziata nel 1226 e successivamente ampliata in più riprese nel corso del XIV secolo, poi compiuta nel 1465. Nel 1531 fu necessario un grande restauro, ad opera di Domenico Cinquini, a causa di un incendio. Il campanile fu costruito nel 1340, ma abbassato all’inizio del XVIII secolo. All’interno c’è la Cappella di S. Caterina da Siena.

LA LIZZA
In questa zona si trovavano un tempo orti e pozzi. Il nome Lizza ha origine nel ‘500 quando questa area era adibita a tornei ed esercitazioni equestri. Nel 1779 la zona fu destinata al passeggio pubblico tenuto a giardino, ingrandito e abbellito nel 1872.

LA FORTEZZA
Chiamata anche Forte di Santa Barbara, fu fatta costruire da Cosimo dei Medici nel 1560 su una precedente fortezza spagnola distrutta dai senesi nel 1552. Oggi ospita l’Enoteca Italiana, l’unica istituzione nazionale che ha lo scopo di presentare una vetrina dei vini italiani e di offrirli in degustazione.



Terme Antica Querciolaia Palazzo Monaci Sistema Vacanze