Siena

SIENA: TERZO DI SAN MARTINO E PIAZZA DEL CAMPO

 


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PIAZZA DEL CAMPO

Posta al confine tra il Terzo di Città e quello di San Martino, oggi come nel medioevo, è il cuore di Siena. Da sempre punto di ritrovo della popolazione durante manifestazioni ed eventi. Una volta era un grande prato (da qui il nome “campo”) e la Piazza è quella voluta dal Governo dei Nove (1287 - 1355). I nove spicchi che la caratterizzano ricordano, infatti, il numero dei governanti di allora. Ogni anno il 2 luglio ed il 16 agosto vi si corre il Palio, la corsa di cavalli preceduta da un corteo storico.

TORRE DEL MANGIA

Il nome curioso della Torre (1338-1348), si deve al soprannome del campanaro, detto Mangiaguadagni, che nel 1347 fu incaricato di scandire le ore. Quattrocento scalini permettono l’accesso fino alla sommità della torre (87 metri).

BASILICA DEI SERVI

Via dei Servi porta a Piazza Alessandro Manzoni, dove sorge la Basilica dei Servi. La costruzione della Chiesa inizia nel secolo XIII e non era ancora finita quando nel 1533 fu consacrata. Il nome della Piazza si deve alla tomba della figlia di Alessandro Manzoni che si trova dentro la Chiesa. All’interno lo stile rinascimentale della navata contrasta con quello gotico del transetto e dell’abside. Ricca di importanti opere d’arte tra cui la Madonna col Bambino e due angeli (1261) di Coppo di Marcovaldo, fiorentino, che fu imprigionato dai senesi durante la Battaglia di Montaperti. Si dice che fu incaricato di dipingere per poter riscattare la sua prigionia “…Anche se non può pagare dovrà pur far qualcosa. Cosa sa fare?” “ So dipingere” – disse Marcovaldo, “E allora dipinga!” - gli fu ordinato. Dal sagrato è possibile godere di uno dei più bei panorami di Siena. Da Via San Girolamo si arriva in Via di Salicotto.

VIA SALICOTTO

Un tempo questa strada era chiamata “Via di Malcucinato” per le numerose botteghe che lavoravano gli insaccati. Si dice che il nome Salicotto derivi appunto da salato e cotto. Era la parte centrale dell’antico Ghetto nel quale la comunità ebraica, presente a Siena dal XIII secolo, fu segregata dal 1571 al 1796. La sinagoga si trova nel Vicolo delle Scotte al n. 14. Proseguiamo fino al Vicolo del Vannello che porta in Via del Porrione.

VIA DEL PORRIONE

E’ la Via che ci riporta in Piazza del Campo. Il nome Porrione descrive un mestiere del tempo, deriva dalla parola latina emporium, ovvero mercato. Con un po’ di fantasia si può immaginare la strada di allora, viva e piena di commercianti. Oggi le porte delle botteghe a piano terra si vedono ancora e sopra di esse è facile individuare le case di negozianti ed artigiani. Qui c’è una delle chiese più antiche di Siena, la Chiesa di San Martino, purtroppo la ricostruzione del 1537, non permette di vedere la struttura originale.12

LOGGE DEL PAPA 11

Colpiscono per la loro imponenza ed il bianco candore. Insieme al vicino Palazzo Piccolomini rappresentano un raro esempio di architettura rinascimentale a Siena. Costruite dallo scultore architetto Antonio Federighi (1462) per conto del Papa Piccolomini, Pio II.

CHIESE DI SAN GIORGIO E DI SANTO SPIRITO

La Chiesa che incontriamo al n. 109 di Via di Pantaneto è quella di San Giorgio. Fu rifatta tra il 1731 e il 1738 su una precedente del secolo XIII eretta in onore della battaglia di Monteaperti. In Via dei Pispini si trova la Chiesa rinascimentale di Santo Spirito, una costruzione in cotto del 1498, ricca di opere del Sodoma, del Beccafumi, di Ambrogio della Robbia ed altri ancora. Alla destra della facciata il caratteristico Vicolo di Finimondo.

MUSEO PER BAMBINI

Si trova in Via Pispini al n. 164. Qui si gioca con la storia, l’arte e la cultura attraverso le tante attività che vengono svolte all’interno. Ricco di mostre ed iniziative, il Museo è stato concepito come luogo di acquisizione dell’esperienza. L’obiettivo è quello di far conoscere ai bambini il mondo delle arti attraverso un confronto diretto e manuale.

PORTA PISPINI

Tra le tante porte di accesso alla città, questa ha la particolarità di avere, inglobato tra le mura, un fortino costruito da Baldassare Peruzzi (1481-1536), che si è conservato intatto. Da Via dei Pispini, prima per Via dell’Oliviera e poi per Via S. Girolamo, si incontra Via dei Servi.

PALAZZO PUBBLICO

Simbolo dell’indipendenza e del potere economico dell’oligarchia senese, è uno dei più significativi esempi di architettura gotica civile nel mondo. La sua costruzione fu decisa nella seconda metà del ‘200 al fine di dare sede al governo della Città. La prima parte fu conclusa nel 1284 e, tra il 1293 e il 1297, sotto il Governo dei Nove fu avviata l’edificazione di un nuovo palazzo più ampio e spazioso. Nel 1310 i Nove vi si trasferirono con il vincolo di non poter mai uscire se non nei giorni di festa. Ancora oggi è sede del Comune di Siena. All’interno del Palazzo, il Museo Civico è aperto al pubblico. Le sale più importanti sono quella del Mappamondo e quella della Pace. La prima fu così chiamata per la mappa del territorio della Repubblica che un tempo ruotava sul muro. Dipinta da Ambrogio Lorenzetti, è andata perduta e l’unica traccia rimasta sono le impronte lasciate sul muro per il suo andamento girevole. Nella sala della Pace si trovano i famosi affreschi di Ambrogio Lorenzetti: l’Allegoria del Buono e Cattivo Governo, importante testimonianza storica che rappresenta il modo di amministrare la città nel medioevo. Gli affreschi furono espressamente voluti dal Governo dei Nove con lo scopo di rendere subito noto alle persone, che qui venivano ricevute, il loro modo di governare e le loro idee.

VIA PANTANETO

Chissà che il nome non derivi dalla parola “pantano” termine senese per indicare il fango che ricopriva la strada nei giorni di pioggia quando non era ancora lastricata.

PALAZZO PICCOLOMINI

E’ al n. 52 di Via Banchi di Sotto ed è riconoscibile per la facciata in pietra e per il grande stemma della famiglia Piccolomini sull’angolo del Palazzo. Costruito nella seconda metà del Quattrocento, oggi è sede dell’Archivio di Stato. In una delle sue sale è ospitata la collezione delle Biccherne, 103 tavolette dipinte e usate come copertine dei libri contabili del Comune (XIII - XVIII secolo). Dipinte da numerosi artisti senesi, raccontano usi e costumi della città di allora.

FONTE GAIA

Così chiamata in ricordo della gioia manifestata dai senesi nel momento in cui videro sgorgare l’acqua in Piazza. Già dal 1342 le acque vi confluivano grazie ad una lunga rete di canali sotterranei. L’opera di Iacopo della Quercia (1419) fu sostituita nel 1869 con quella di Tito Sarrocchi. I marmi originali sono custoditi nel Museo dello Spedale di Santa Maria della Scala.



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